plurale femminile

Ogni sguardo femminile racchiude una storia.
Desideri, comportamenti, qualità ci contraddistinguono e ci rendono forti.
Noi, così diverse e così uniche, siamo prima di tutto donne.



L'eterno dilemma dell’amicizia uomo-donna.


L’amicizia non è solo un generico rapporto di conoscenza che porta a condividere semplici momenti comuni quali hobby, passatempi, divertimenti, lavoro etc. ma un rapporto che porta a vivere momenti esclusivi che hanno come unico scopo il piacere di incontrarsi. Un'amicizia autentica si ha quando i due si incontrano per parlare delle loro vite.

Benissimo, ma fra uomo e donna? Che succede? La prima perplessità fondamentale è che il rapporto rischia di essere inquinato da una sotterranea reciproca attrazione erotica, non del tutto consapevole. E l'elemento fisicità, mai del tutto assente, che ci fa dubitare dell'autenticità di un sentimento d'amicizia fra uomo e donna. Questa la tesi di J.L.Borges (L'amicizia tra un uomo e una donna è sempre un poco erotica, anche se inconsciamente”) o di Nietzche (Una donna può anche provare amicizia per un uomo, ma perché ciò sia possibile è necessaria una piccola antipatia fisica). Ma è anche ciò che emerge dai numerosi forum e blog presenti in Rete sull'argomento. La maggior parte dei cybernauti ritiene che raramente tra un uomo e una donna si instaura un rapporto del tutto equilibrato sotto il profilo dell'amicizia. Anche se resta il sogno di realizzarlo. Ci può essere e c'è amicizia fra sessi diversi ma in molti casi - a posteriori - ci si rende conto di non essere stati ricambiati con la stessa sincerità di intenti; o viceversa di essersi innamorati del proprio amico/a.

Invece, da un’indagine del club per single Eliana Monti si sostiene che il 67% del gentil sesso crede fortemente nell’amicizia tra sessi opposti. Più diffidenti sono i maschietti, di cui solo il 33% è convinto che si possa instaurare un rapporto profondo, di fratellanza con una donna.

Ma attenzione, a sfogliarli bene ci si accorge che a credere alla “regola dell’amico” sono soprattutto le fasce giovani. Il 35% di coloro che confidano in una relazione uomo-donna hanno, infatti, tra i 25 e i 35 anni. Più scettici gli intervistati tra i 35-45 anni e quelli tra i 45-55 anni che rappresentano, rispettivamente, soltanto il 14% e il 19% dei fiduciosi. L’interesse nell’amicizia con l’altro sesso torna però in età adulta: gli ultra cinquantacinquenni costituiscono infatti il 32% degli interessati.

Il ritorno delle curve.


Ultimamente le cose stanno cambiando. Il dibattito sulle forme è più che mai attuale e sempre più sentito, tanto da aver spinto il business della moda ad occuparsi sempre di più di donne x-elle. Se prima seguire la moda sembrava impossibile e andare in giro per un po’ di sano shopping, era una vera e propria frustrazione, adesso il fashion- system non può più far finta di ignorare il problema e sta gradatamente tentando di venire incontro alle donne “normali”.
Intanto le taglie non si chiamano più “forti” bensì comode, morbide, generose, richiamando immagini di donne che osano mostrare il proprio fisico con naturalezza e senza imbarazzo.

Le case produttrici che operano ormai da anni nel settore, da Elena Mirò a Marina Rinaldi, da Donna Enrica a Fiorella Rubino, propongono finalmente collezioni colorate e fantasiose, attente ai trends del momento, ricche di dettagli in grado di valorizzare un fisico prorompente.
C’è di più, anche noti stilisti, grandi direttori e booker si sono ritrovati a combattere insieme la stessa battaglia. Miuccia Prada e Marc Jacobs nelle ultime sfilate hanno chiamato in passerella"vecchie" glorie come Laetitia Casta e Elle McPherson.

Il nuovo corso dell'estetica femminile sembra proprio cambiato, lo testimonia anche la scelta controcorrente di Calvin Klein. La maison americana ha voluto Lara Stone, top model olandese nota soprattutto per le sue rotondità, al posto delle colleghe più magre (in passato, anche Kate Moss) per le campagne pubblicitarie di tutte le sue linee. Non solo: i rumors dei blogger più informati, sostengono che riviste come Vogue Italia e marchi come Givenchy stiano cercando volti e corpi più floridi e meno stereotipati del passato.
Che abbia inizio, allora, un tripudio di seni strizzati, braccia rigogliose e visi rubicondi lasciando al passato le gambe esilissime, gli zigomi pronunciati e le ossa in vista.

A parità di meriti la donna guadagna meno.


Nel mondo del lavoro italiano emergere una disparità di trattamento salariale tra donne e uomini.

Le voci circolavano da tempo, ma adesso a confermarlo è una ricerca condotta dell'Osservatorio sulla Gestione della diversità dell'Università Bocconi. La ricerca è stata condotta in collaborazione con Hay Group su un campione di quasi 32 mila lavoratori di 97 aziende. In media, in Italia una donna guadagna il 23% in meno rispetto ai colleghi maschi.

Per le donne fare carriera è sempre più difficile e quando ci riesce il salario è sempre inferiore a quello maschile, seppure soltanto del 2%. Il vero problema resta comunque l'inaccessibilità delle donne ai ruoli di responsabilità e alla carriera. Sulle donne pesa in particolar modo un modello culturale che le relega ai margini o ai livelli occupazionali più bassi del mondo del lavoro. I dati sulla distribuzione degli incarichi tra uomini e donne confermano quest’analisi. La presenza rosa si riduce progressivamente con le mansioni di responsabilità. In Italia le donne occupano il 37% dei posti impiegatizi, il 23% dei posti quadro e il 13% dei posti dirigenziali.


Quindi in base allo studio, tra le principali cause discriminatorie nei confronti della donna deve annoverarsi la scarsa possibilità di accesso alla carriera professionale. Un fenomeno osservabile in tutta Europa anche se si presentano minori discriminazioni rispetto alla situazione italiana. Se da un lato l'occupazione femminile continua a far registrare una crescita quantitativa del +4%, dall'altro appare ancora fortemente penalizzata dal punto di vista qualitativo in quanto, la diversa qualità dei posti di lavoro assegnati alle donne è la principale causa della differenza salariale tra donne e uomini.